Un festival deve essere una festa, quindi un momento in cui si sta insieme, si imparano delle cose, ci si diverte. Spesso i festival di cinema hanno smarrito questa vocazione originaria. Sono diventati un recinto all’interno del quale circolano soprattutto gli addetti ai lavori.
Invece, nelle nostre intenzioni, il festival di Terni vuole essere un momento per coinvolgere tutti, ma proprio tutti. Il festival ha il suo nucleo nelle proiezioni, film inediti e film di qualità, film militanti e film divertenti. Ma c’è tutto un mondo che vogliamo giri intorno al festival.
Nel nostro progetto la gente discute di morti bianche (uno dei grandi drammi sotterranei del nostro tempo) e il giorno dopo si ritrova a correre in una maratona. Discute con il ministro del lavoro, ma poche ore dopo parla con gli attori più conosciuti del momento. Vede una commedia e subito dopo affronta un film drammatico.
Tutto questo, e molto altro.
Anche i luoghi che abbiamo scelto per il festival sono diversi tra loro.
C’è la sala cinematografica, insostituibile tempio delle proiezioni, ma c’è anche una mirabile struttura che ridà nuova vita a un complesso industriale prima in disuso.
Il nostro, insomma, vuole essere un festival al tempo stesso antico e postmoderno.
Un luogo geometrico nel quale insorgono idee, divertimento, conoscenze, sguardi.
Il meglio della diversità, per un festival piccolo, ma che non ha davvero eguali.
Steve Della Casa
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